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LUI: Mi gestisci i Social? Ho saputo che potrei aumentare il profitto della mia attività grazie a questi “strumenti”. Tanto è gratis e poi vedo che gli altri ci sono già tutti (non è gratis, poi ti spiego perché).

IO: Quali sono gli obiettivi che vorresti raggiungere con la tua attività presente sui Social Network?

LUI: Mmmmm… Fare più soldi! Che domande mi fai?

IO: Cos’hai di bello da raccontare alle persone? Quali azioni hai in mente di svolgere sul web per attirarle a considerare la tua attività?

LUI: Bo, non so, pensaci tu! Prima, quando avevo il profilo, riuscivo a smuovere qualcosa anche io, ma ora che quel maledetto Facebook me lo ha fatto trasformare in pagina e non ci accapezzo più niente. Quando pubblico qualcosa i mi piace e i commenti non arrivano, in più mi continua a chiedere di spendere soldi per promuovere il mio business e far sapere a più persone… qualcosa?! Non ci capisco niente, aiutami!

Amico mio, non è proprio così semplice come pensi, dai un’occhiata qui sotto poi forse inizieremo a parlare di Social Network come mezzo per apportare valore al tuo punto vendita, esercizio o locale.

Da proprietari di attività, sento di continuo ripetere questa frase: “Non trasformerò mai il profilo Facebook del mio negozio in pagina aziendale, ci ho provato una volta aprendone una nuova ma se non pagavo non funziona niente”.

Innanzitutto mettiti il cuore in pace, perché se non compirai tu questa azione, Facebook lo farà al posto tuo, molto presto. Sì, è vero, le pagine hanno meno visibilità organica (non a pagamento) rispetto ai profili, ma se il caro zio Mark ha deciso di fare distinzione tra profili privati e pagine aziendali un motivo dovrà pur esserci, no?

Ora ti racconto una storia! Molti anni fa, quando “spolliciavamo” (termine coniato da Calciatori Brutti nelle “Instagram Stories”) il News Feed (la Home), Facebook ci mostrava 50 post dei nostri amici e 50 post di pagine con cui interagivamo più di frequente. Ora il rapporto è drasticamente diminuito a sfavore delle pagine (e il peggio deve ancora avvenire), perché le persone infastidite dalla continua comparsa di contenuti sponsorizzati, hanno cominciato a trascorrere meno tempo sulla piattaforma o addirittura ad abbandonarla. Il Social Blu non nasce per fare business, ma per mantenere in contatto amici e parenti lontani! A dare ai comuni mortali come noi la tanto ambita “libertà di parola”. In pratica, sui Social Network, siamo tutti quanti dei Donald Trump con un megafono in mano. Magari il nostro messaggio non viene proprio ascoltato da tutte le persone che riesce a raggiungere il presidente degli Stati Uniti, ma il concetto è quello!

Ok, a questo punto ti starai chiedendo: ma quindi come faccio a coinvolgere più persone con i post sulla pagina, cercando poi di trasformarli in clienti e quindi in profitto, senza spendere un’esagerazione?

Per riuscire a far sì che ciò avvenga, potresti provare a mettere in pratica almeno 3 punti cardine del social media marketing: un piano editoriale con rubriche che intrattengano, ispirino, informino ed educhino il tuo pubblico, costanza di pubblicazione di post sulla pagina e uno stile nel parlare che rispecchi in tutto e per tutto te e la tua attività, in termini tecnici il “Tone of voice”.

Ce n’è anche un altro importantissimo e per nulla banale ma che spesso si tende a dimenticare, ovvero tanta, tantissima coerenza tra ciò che mostri ai tuoi fan sullo schermo del loro smartphone, tablet o computer e quello che poi trovano realmente entrando nella tua attività fisica.

1 – A cosa serve il piano editoriale? A stabilire quali sono i tuoi punti deboli e di forza, e quest’ultimi raccontarli al meglio delle tue possibilità. Spesso bastano uno smartphone e un po’ di creatività nel raccontare a parole proprie cosa avviene nella foto o nel video per ottenere i primi risultati. Se hai un ristorante, per esempio, potresti descrivere o favoleggiare la storia di un piatto che i clienti trovano sul menù alla carta, esponendo da quali ingredienti è composto e soprattutto perché lo proponi. Apri un foglio bianco di word, chiudi gli occhi, immagina o ripercorri la storia di quel piatto, riapri gli occhi e inizia a scrivere a raffica senza preoccuparti degli errori grammaticali, dello stile e delle parole che ti perderai nelle frasi per la velocità. A ricomporre il puzzle penserai in un secondo momento, altrimenti dimenticherai tutte quelle cose a cui hai pensato in 3 secondi. Il tutto accompagnato da una bella foto scattata durante le fasi di preparazione o ad opera finita. Farai subito venire l’acquolina in bocca a molti, che vorranno assaggiare quella prelibatezza!

Il piano editoriale serve anche a stabilire la programmazione dei traguardi che vuoi compiere assieme ai fan della pagina – potenziali clienti – per attirarli nella tua attività.

2 – Per costanza di pubblicazione, non intendo postare una volta o più al giorno, anzi, così facendo rischieresti di annoiare i tuoi seguaci, perché se i contenuti che fornisci loro non sono sempre di grande interesse, rischi di riportare notevoli cali di interazioni, e questo all’algoritmo di Facebook non piace.

Individua l’orario migliore di pubblicazione in relazione alla tua attività e due o tre giorni della settimana in cui ha più senso comunicare qualcosa alle persone, sempre in relazione a quest’ultima.

Prendo di nuovo come esempio la pagina di un ristorante. Non credo abbia molto senso per un’attività ristorativa pubblicare alle 7:00 del lunedì mattina, momento in cui le persone sono disperate e affrante per dover iniziare la settimana lavorativa. Oppure alle ore 15:00 della domenica, dopo l’abbondante pranzo della domenica insieme alla famiglia, a pochi entusiasmerebbe vedere la foto di un piatto di pasta ben condito o una frittura di carne e olive all’ascolana. Al contrario, pubblicando un post di venerdì alle 18:30 potresti invogliare i tuoi fan a proporre ai loro amici di venire a cena nel tuo locale. Ora tutto ha più senso, no? E se qualcuno mai ti dirà che gli orari migliori per pubblicare un post sui social sono le 13:00 o le 21:00, perché questi sono i momenti nell’arco della giornata in cui il maggior numero dei tuoi fan sono connessi, non dargli ascolto, o meglio, fai dei test e valuta, non è una regola che vige sempre e comunque. Te lo dico per esperienza! Tieni presente che su 24 ore, e maggiormente tra le 7:00 e le 23:30, prendiamo il telefono in mano per dare una sbirciatina ai social network, a whatsapp e alla casella email 221 volte. Lo svela una ricerca inglese dell’istituto OnePoll. Praticamente, ogni 15 minuti e mezzo. Praticamente, sempre!

Se il tuo post non è ultra mega bellissimo e interessante, pubblicando in uno dei due orari “Top” (13:00 – 21:00), entrerai in competizione con tantissimi altri contenuti pubblicati da pagine simili alla tua, e se i tuoi fan nel giro di pochi minuti non reagiscono con svariati mi piace, commenti e condivisioni, l’EdgeRank – l’algoritmo che si trova alla base di Facebook, che regola il successo e la portata dei post – farà sprofondare la tua pubblicazione negli abissi più remoti, senza mostrarla più a nessuno. Tornando agli orari migliori in cui postare, ecco allora che forse fare dei test per individuare momenti dove si crea meno competizione di pubblicazione può tornarci molto utile.

Su Facebook, come su Instagram, avviene una sorta di asta basata sulla pertinenza dei post: più un contenuto riceve interazioni in minor tempo dalla sua pubblicazione, più viene premiato dall’algoritmo con molto traffico e visibilità rispetto a un altro con poche interazioni.

Un altro errore che non devi commettere, è quello di abbandonare la pagina per giorni e giorni senza accorgerti dei messaggi e dei commenti che ti vengono lasciati dagli utenti, sia nei post organici che in quelli sponsorizzati. A questi devi rispondere immediatamente: ogni messaggio non letto o non risposto, potrebbe significare per te svariati scontrini in meno a fine mese strappati alla cassa. In più, non pubblicare per molto tempo fa sì che quello spazietto che avevi conquistato e nutrito per molto tempo nella mente delle persone, venga occupato da qualcun altro, peggio ancora se da un tuo competitor!

3 – Ora passiamo al terzo punto cardine del Social Media Marketing di cui ti parlavo all’inizio: il “Tone of voice”. È inutile e controproducente per te, se fai scrivere i testi dei post sulla pagina Facebook a qualcuno che non ti conosce alla perfezione. Il tono di voce è uno degli organi fondamentali che umanizzano l’identità del tuo brand sul web, alla ricerca del dialogo e dell’empatia tra persone. Questo deve rispecchiare in tutto e per tutto l’aria che si respira nella tua attività commerciale.

Facciamo un esempio con il solito ristorante. Metti che il proprietario e lo staff sono delle persone sempre con la battuta pronta, che accompagnano i propri piatti al tavolo con una barzelletta e che per loro ogni momento è quello buono per strappare un sorriso ai clienti, insomma, dei tipi solari e stravaganti. Se chi scrive i post sulla pagina, assumendo quindi in parte i panni di chi ci lavora, adottasse un linguaggio fine, istituzionale e per nulla scherzoso, sarebbe sbagliato! Perché magari delle persone venute a conoscenza del locale attraverso la pagina Facebook e il linguaggio dei suoi post, si immagina tutt’altro clima in sala. Fai molta attenzione, anche su Facebook e Instagram è in ballo “l’immagine” della tua attività!

Forse ora, dopo questa bella chiacchierata (ma non ne sono ancora sicuro), abbiamo un scoglio su cui aggrapparci e iniziare a parlare di Social Network per aumentare il valore della tua azienda in visibilità e profitto.

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